Evento web del 2-3/7/2021

Carissimi,

Il 2 e 3 luglio 2021 si terrà a Corfinio un importante convegno dal titolo: Paradigmi del femminile nei miti, nei riti e nelle liturgie iniziatiche del mondo antico.
L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Corfinio, dell’Archeoclub di Sulmona, d’Italia Nostra-sezione Abruzzo, dell’Associazione Insegnanti di Geografia, della “Rivista d’Abruzzo”, e, inoltre, ha come sponsor ufficiale la Banca di Credito Cooperativo Abruzzese.
Si tratta di un appuntamento di fondamentale importanza in quanto segna il ritorno alla piena attività dopo oltre un anno di estreme difficoltà che, a dire il vero, sono state superate brillantemente.
Dobbiamo ringraziare, per questo rilevante appuntamento, il Gruppo di studio Ninnia Primilla che s’identifica con la nostra accademica Maria Concetta Nicolai, inesauribile fucina di progetti e di iniziative.
Corfinio, la località che ospiterà l’evento, è un paese di 927 abitanti in provincia dell’Aquila che vanta preziosi beni archeologici, storici e artistici ma, soprattutto, è un luogo simbolo perché fu la capitale della Lega Italica (91-88 a. C).
Nel 95 a. C. i rapporti fra Roma e gli alleati italici iniziarono a deteriorarsi, in quanto quest’ultimi, pur avendo contribuito in gran parte alle vittorie dell’Urbe, non godevano della cittadinanza romana.
Quando, nel 91 d.C. il tribuno Marco Livio Druso, che aveva proposto l’estensione della cittadinanza romana a tutti i socii fu ucciso, scoppiò la ribellione.
Marsi, Peligni, Vestini, Marrucini, Piceni, Pretuzi, Fretani, Pentri, Irpini, Venusini, Iapigi, Campani e Lucani costituirono la Lega Italica e coniarono moneta: il denario che riportava una testa muliebre coronata di alloro.
Ne seguì una lunga e sanguinosa guerra. Alla fine le legioni romane ebbero la meglio, ma gli Italici, a sud del Po, ottennero la cittadinanza romana.
Per di più, Corfinio è ricordata per avere ospitato numerosi collegi sacerdotali femminili di cui sono giunte fino a noi numerose testimonianze archeologiche.
Le giornate di studio di Corfinio inizieranno venerdì 2 luglio alle ore 19,00 con la presentazione del volume di Gilbert Durant sui MITI FONDANTI DELLA MASSONERIA (ed. Mimesis, Milano 2021).
Si tratta di un testo fondamentale sulla Libera Muratoria, tradotto e curato dal Gruppo di Studi Ninnia Primilla con una preziosa introduzione critica della nostra accademica Maria Concetta Nicolai.
Il giorno dopo, alle ore 9,30, inizierà il convegno vero e proprio che si avvarrà dei contributi di prestigiosi relatori, alcuni dei quali noti professori universitari.

Si veda – per il programma – la locandina e il depliant allegati.

A.E.Waite – Rider/Waite key to the Tarot


Rider-White key to the Tarot
A.E.Waite.
Editore: Rider - 1910, 176pp.
ISBN - 978-1846046520

First published in 1910, The Key to the Tarot is the essential guide to unlocking the secrets of tarot from the legendary creator of the Rider Waite Tarot Deck and renowned scholar of occultism, A. E. Waite. This practical book explains the history and symbolism of the tarot deck as well as providing a step-by-step guide to using the cards for divination practices. From mapping out your next career move to discovering your true passion in life, this is your key to harnessing the power of the tarot.

Alejandro Jodorowsky – La via dei Tarocchi


La via dei Tarocchi
Alejandro Jodorowsky.
Editore: Feltrinelli - 2008, 576 pp, illustrato.
ISBN - 9788807421143

Da più di quarant’anni Alejandro Jodorowsky si dedica allo studio dei tarocchi, da lui considerati al tempo stesso specchio dell’anima ed efficace strumento terapeutico. Questo manuale, scritto con la moglie Marianne Costa, insegna come imparare a leggerli e si basa sulle innumerevoli lezioni e letture impartite in giro per tutto il mondo. “Per mezzo secolo, i tarocchi sono stati la mia amante, la mia guida, la mia struttura… Mi hanno insegnato l’importanza degli altri… Il mio è un libro iniziatico.”

Michael Dummett – The Game of Tarot


The Game of Tarot
Michael Dummett.
Editore: Duckworth - 1980, 600 pp, illustrato.
ISBN - 0715610147

Testo fondamentale per lo studio dei Tarocchi, la loro origine e i giuochi possibili che si effettuavano sin dalla loro apparizione. Purtroppo la rarità del testo – e conseguentemente il suo costo elevato – lo rendono una opera di difficile consultazione.

Sir Michael Dummett, a well-known British philosopher, is the foremost scholar in the field of Tarot history, with numerous books and articles to his credit. He is a founding member of the International Playing Card Society, in whose journal “The Playing Card” he regularly publishes opinions, research, and reviews of current literature on the subject. His encyclopedic, groundbreaking, and painstakingly documented “The Game of Tarot: From Ferrara to Salt Lake City,” established the invention of Tarot in 15th-century Italy and laid the foundation for all subsequent research on the game of Tarot, including exhaustive accounts of the rules of all hitherto known forms of the game. An important result of Dummett’s analysis of the historical evidence was to demonstrate that fortune-telling and occult interpretations were unknown prior to the 18th century. During most of their history, Tarot cards were used to play an extremely popular trick-taking game which is still enjoyed in much of Europe. Around the turn of the 16th century, Tarot became popular in France, and from there spread to Germany, Switzerland, and beyond. Also in the 16th century, Tarot was used as a literary motif for poetic parlor games, sometimes termed tarocchi appropriati. Dummett showed that the middle of the 1700s saw a great development in the game of Tarot, including a modernized deck (with French suit-signs and without the medieval allegories that occultists have found irresistible), along with a growth in Tarot’s popularity. “The hundred years between about 1730 and 1830 were the heyday of the game of Tarot; it was played not only in northern Italy, eastern France, Switzerland, Germany and Austro-Hungary, but also in Belgium, the Netherlands, Denmark, Sweden and even Russia. Not only was it, in these areas, a famous game with many devotees: it was also, during that period, more truly an international game than it had ever been before or than it has ever been since . . .”

Evento web del 29/4 e 4, 5, 11, 12/5 2021

Carissimi,

il 29 aprile e il 4, 5, 11, 12 maggio 2021, sempre alle ore 21, si terrà in cinque giornate il corso in videoconferenza

a cura di Luigi Pruneti e con la partecipazione di numerosi giuristi

Introduzione al Mondo dei tarocchi

ATTENZIONE – La partecipazione alla videoconferenza è consentita solo agli associati dell’Ateneo Tradizionale Mediterraneo.

Oswald Wirth – I Tarocchi


I Tarocchi
Oswald Wirth.
Editore: Edizioni Mediterranee - 1992, 392 pp, illustrato.
ISBN - 9788827201329

Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, affiliato alle principali società segrete, seppe recepire e sintetizzare il pensiero e i principi delle più importanti correnti iniziatiche, servendosene per l’interpretazione dei segreti della Grande Opera, e dedicandosi allo studio dell’Alchimia, della Cabala e dei Tarocchi. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato il suo celeberrimo I Tarocchi (1924), uno dei migliori testi sull’argomento, e il testo medico-filosofico L’imposizione delle mani.
Settima Edizione. Contiene un meraviglioso mazzo di 22 carte (gli Arcani Maggiori) stampato a 6 colori
Wirth esamina e spiega tutti gli aspetti occulti ed esoterici dei Tarocchi, risalendo alle origini della loro complessa simbologia e presentandone il lato alchemico, quello astrologico, quello magico-religioso e quello esoterico moderno. Certamente, i Tarocchi possono venire usati anche come strumento divinatorio, e l’autore infatti illustra anche questo loro aspetto, chiarendo i molteplici significati di ciascun Arcano e il modo in cui farne uso, tuttavia questa non è che una faccia, forse la più popolare, di un poliedro. L’opera di Oswald Wirth dedicata ai Tarocchi è la più famosa mai pubblicata su questo argomento; ed è anche la più importante, la più seria e la più completa. Questo spiega come essa abbia mantenuto inalterata nel tempo la sua validità, nonostante che numerosi autori abbiano cercato di emularla. La si può, in realtà, definire un’opera ispirata. È noto infatti come Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, fosse un iniziato. Affiliato alle principali società segrete, Wirth ebbe il merito di saper recepire e sintetizzare il pensiero e i principi delle più importanti correnti iniziatiche, servendosene per l’interpretazione dei segreti della Grande Opera, e dedicandosi allo studio dell’Alchimia, della Cabala e dei Tarocchi. Conscio del valore universale del simbolo, Oswald Wirth riteneva di poter ricondurre l’insegnamento delle varie scuole esoteriche ad una matrice comune, mediante l’impiego di una simbologia generalizzata, derivata direttamente dai concetti archetipici del pensiero magico. Egli, pertanto, esamina i Tarocchi come un libro muto, potenzialmente in grado di rispondere a tutte le domande. Non per nulla gli occultisti affermano che – a saper cercare – nei Tarocchi si possono trovare i segreti dell’universo, il ritmo nascosco che guida la danza della vita. Approfondendo lo studio dei Tarocchi si troveranno significati sempre nuovi e sempre, comunque, adeguati al livello iniziatico ed evolutivo di colui il quale vi si dedica.

Alessandro Grossato – Il libro dei simboli. Metamorfosi dell’uomo tra Oriente e Occidente


Il libro dei simboli. Metamorfosi dell'uomo tra Oriente e Occidente
Alessandro Grossato, prefazione di Elemire Zolla.
Editore: Mondadori - 1999, 192 pp, illustrato.
ISBN - 978-8870491043

Questo libro dei simboli è un’opera insolita, che spazia dall’arte all’archeologia, dalla storia delle religioni della letteratura, dall’antropologia alla psicologia del profondo.
Come una storia di “cammino iniziatico”, ripercorre la storia delle immagini d’Oriente e d’Occidente attraverso le trasmutazioni del corpo umano. Permette a chi lo legge, sia esso studioso, artista o semplice curioso, di penetrare tra i fitti meandri dei simboli antropomorfi, utilizzando diverse chiavi interpretative. Mette in rilievo la straordinaria somiglianza fra i simboli espressi dai diversi popoli e culture da una capo all’altro dell’Eurasia, dimostrando, con abbondanza di esempi figurativi, come sino a poco tempo fa Asia ed Europa fossero storicamente e culturalmente unite. Sottolinea la sorprendente permanenza nella memoria sociale di talune arcaiche rappresentazioni della forma umana e delle sue metamorfosi che ancor oggi, alle soglie del terzo millennio, riaffiorano nell’arte e persino nella grafica pubblicitaria; riformula in modo suggestivo l’ipotesi d’una base sostanzialmente antropologica di tutto il simbolismo artistico e religioso che proprio nel corpo umano ha la sua vera chiave di volta.
Protagonista assoluto di quest’opera è, infatti, l’uomo che si trasforma, che cambia pelle o si maschera e si traveste, assumendo ora le delicate forme di un fiore ora le mostruose sembianze d’un satiro; che può trasmutare a un tempo in un nano o in un gigante, in un angelo o in un serpente, ma che resta sempre se stesso, anche nel tentativo supremo di trasformarsi in pura luce, che è poi, letteralmente, l’unica vera metamorfosi.
L’apparato iconografico, costituito da oltre 400 riproduzioni fotografche in massima parte a colori e alcune delle quali inedite, oltre ad essere un repertorio ricchissimo delle varie tradizioni sia orientali sia occidentali, lascia libero il lettore di poter compiere sempre nuovi percorsi, sospinto dal suggestivo gioco di continui rinvii.

Evento web del 23/3/2021

Carissimi,

il 23 marzo 2021, ore 21 – si è tenuta la tavola rotonda in videoconferenza

a cura di Luigi Pruneti e con la partecipazione di numerosi giuristi

Stato emergenziale e Diritti costituzionali

La registrazione della videoconferenza sarà presto disponibile sul canale YouTube dell’Ateneo Tradizionale Mediterraneo.

Evento web del 9/3/2021

Carissimi,

il 9 marzo 2021, ore 21 – si è tenuta la videoconferenza

a cura di Maria Concetta Nicolai, presentata da Luigi Pruneti

Quando Mercurio si sposa, sbocciano i fiori dell’ermeneutica

La registrazione della videoconferenza sarà presto disponibile sul canale YouTube dell’Ateneo Tradizionale Mediterraneo.

Anna Giacomini – Il libro dei segni sulle pietre


Il libro dei segni sulle pietre
Anna Giacomini
Editore: Arktos - 2001, 150 pagine.
ISBN - 978-8870491043

Un inedito viaggio sulla via Francigena tra gli insediamenti templari di Francia, di Siena e le loro tracce in Maremma, toccando le postazioni militari della valle dell’ Adige a Bolzano, le prigioni di Domme, Girors e Chinon, verso le mete dei pellegrinaggi medievali: Santiago de Compostela, Vazelay e Saint Maximin la Sainte Baume. Un nuovo modo di guardare le costruzioni di pietra può essere quello che propone Anna Giacomini a coloro che cercano le tracce dimenticate di un antico sapere. Non c’è solo la struttura architettonica o le immagini dipinte e scolpiite su pievi e cattedrali ma anche i segni incisi sulle pietre medievali con l’intento di non lasciare nell’oblio la loro fede. Come Templari ed eretici che in attesa del rogo graffirono sulle pareti delle prigioni i simboli della loro conoscenza. Quasi un manuale, questo nuovo lavoro può costituire un avvio alla decriptazione di misteriosi passaggi di dottrine perseguitate, di speranze e di invocazioni. Ogni segno inciso nasconde un concetto: può iniziare così un viaggio inedito nella storia dell’uomo, alla storia dell’uomo, alla scoperta di ciò che il documento scritto ha spesso dimenticato.

Manfred Lurker – Dizionario dei simboli e delle divinità egizie


Dizionario dei simboli e delle divinità egizie
Manfred Lurker
Editore: Astrolabio/Ubaldini - 1995, 200 pagine, illustrato.
ISBN - 9788834011898

Comprendente più di 350 voci, presenta il mondo della simbologia mitologica e religiosa dell’antico Egitto. Il risultato è una chiave per accedere al ricco simbolismo di cui il mondo egizio è ricco, un tesoro di pensiero analogico per pensare in modo nuovo il mondo antico, ma anche, e soprattutto, per pensare in modo antico il mondo nuovo.

Semir Zeki – Splendori e miserie del cervello


Splendori e miserie del cervello
Semir Zeki
Editore: Codice - 2010, 250 pagine.
ISBN - 978-88-7578-165-1

I guardiani che custodiscono gelosamente il presunto confine tra cultura umanistica e cultura scientifica con ogni probabilità non apprezzeranno questo libro, convinti che le neuroscienze abbiano poco o niente a che spartire con l’arte. Splendori e miserie del cervello è la dimostrazione che hanno torto.
Semir Zeki, neurobiologo pioniere degli studi sulla percezione visuale, si trova a suo agio in entrambi questi campi del sapere: è difficile infatti trovare un libro in grado di spaziare con tale maestria e profondità dalla citoarchitettura della corteccia cerebrale alle opere di Richard Wagner, Thomas Mann o Sigmund Freud. L’analisi degli ambiti più propriamente creativi e vitali della natura umana, sostiene Zeki, può offrire inaspettate rivelazioni sui processi mentali che permettono di produrre conoscenza e di formare idee sul mondo. Un cambio di prospettiva inedito che smonterà molti preconcetti scientifici.

Luc Benoist – Segni, Simboli e Miti


Segni, Simboli e Miti
Luc Benoist
Editore: Luni, 112 pagine.
ISBN - 9788879845205

Che cos’hanno in comune la matematica, la danza, il canto, l’architettura o la mitologia? Su che cosa si fondano queste espressioni umane così antiche? In apparenza distinte e separate, sono unificate dalla loro natura simbolica. È il simbolo, dice Benoist, che permette all’umanità di esprimere il pensiero e di renderlo comprensibile a tutti. Ma dove si può rintracciare l’origine dei simboli e come spiegare la loro formazione? È una ricerca immane, che attraversa tutte le epoche e tutti i continenti, per inseguire l’essenza stessa della comunicazione umana, che è per sua natura eminentemente simbolica. Eppure, per quanto vertiginosa sia la loro storia, la loro origine è molto più immediata e vicina a noi di quanto crediamo.
Nella sua affascinante narrazione l’Autore rintraccia la nascita dei simboli nei gesti, nei segni lasciati dagli esseri umani manipolando la materia, nel loro rapportarsi all’ambiente per misurarlo, delimitarlo e farlo proprio. I simboli si formano con la nascita del linguaggio e della parola, si generano dall’atto di contare, dalle attività manuali, dall’osservazione dei fenomeni naturali. Nel ricongiungerli alla loro matrice concreta, cioè l’attività e la percezione umana, il corpo stesso, Benoist di fatto intende superare quella divisione artificiosa che si è stabilita tra il pensiero e il fare, tra le attività astratte della mente e quelle concrete del lavoro materiale. Ci ricorda che ogni grande elaborazione del pensiero nasce, nella storia, da un profondo contatto con l’esperienza, ed è proprio la fusione tra questi due che ci rende umani.
L’uomo ha elaborato nel corso dei secoli un insieme di figure che costituiscono un linguaggio universale di immagini, ove le idee più complesse hanno potuto essere rappresentate in modo sintetico e facile da comprendere. Quanto sono vivi e parlanti ancora oggi i simboli con cui l’umanità antica ha catalogato le sue esperienze? Tuttora, per veicolare un senso di potenza e superiorità usiamo il leone o l’aquila, una rosa evoca la femminilità, al verde associamo la natura, al rosso la potenza e gli istinti…
In questo saggio agile e chiaro, Benoist ci riporta in contatto con gli aspetti più umani e concreti del simbolo, perché possiamo riappropriarci di un linguaggio che è sempre stato nostro, ma che forse abbiamo dimenticato, ed è qui che Benoist ci guida, risvegliando per noi il senso dei simboli che accomunano epoche e civiltà lontanissime fra loro.   L’Autore:
Luc Benoist (1893-1980), autore di numerosi libri sull’arte e il suo simbolismo, fu conservatore dei Musei di Francia. Nel 1928 scoprì l’opera di René Guénon e questa rivelazione lo portò a un profondo mutamento intellettuale. Divenne collaboratore della rivista parigina Etudes Traditionnelles, ispirata e rinnovata da Guénon, e i suoi lavori successivi furono segnati da questo incontro. Dello stesso Autore Luni ha già pubblicato “L’esoterismo” e “Il Compagnonaggio”.

Evento web del 19/1/2021

Carissimi,

per il 19 gennaio 2021, ore 21 – è prevista la video-presentazione del libro di Maria Concetta Nicolai:

ISIDE la Maga, dalla Regina della Notte al Sabba delle Janare passando per Plutarco, Apuleio e il Libro dei morti, di Maria Concetta NICOLAI

prefazione di Luigi PRUNETI

per iscriversi alla video-presentazione contattare: presidenza.atm@gmail.com

Jurgis Baltrušaitis – La ricerca di Iside, Saggio sulla leggenda di un mito


La ricerca di Iside, Saggio sulla leggenda di un mito
Jurgis Baltrušaitis
Editore: Adelphi - 1985, 250 pagine, illustrato.
ISBN - 9788845906404

Sin dai tempi di Erodoto, l’Egitto ha esercitato una singolare fascinazione sull’Occidente. In confronto agli Egiziani, i Greci si sentivano «giovani» – e nella sapienza egizia vedevano un antico e ben custodito tesoro. Da allora a oggi, si può dire che tale fascinazione non sia mai cessata, assumendo le più varie forme: l’Egitto ispira il Rinascimento ermetico e i progetti rinnovatori di Giordano Bruno così come, secoli più tardi, ispirerà la moda dei mobili Impero o i camini di Piranesi. Chiunque si accingesse a una ricerca delle origini approdava all’Egitto. E un’immensa attrazione esercitava la scrittura geroglifica, in cui molti riconoscevano una forma di comunicazione non discorsiva, superiore a quella della scrittura alfabetica, più adatta di questa a trasmettere i segreti celati sotto il velo di Iside. Il mito della dea sembra così presiedere, in tutte le epoche, alle speculazioni più ardite, compositi grovigli dove l’erudizione e la fantasticheria spesso si intrecciano inestricabilmente. Occorreva allora il maestro delle anamorfosi, degli specchi e delle aberrazioni – Jurgis Baltrušaitis – per ricostruire alcuni dei passaggi più oscuri e sorprendenti di quel sinuoso percorso che Iside ha compiuto nell’immaginazione occidentale, percorso che si iscrive a pieno diritto nella storia e nella dottrina delle «prospettive depravate». Di questo «Egitto assoluto» troveremo le tracce nei luoghi più distanti: dalle pagine del pansofo Athanasius Kircher alle scene del Flauto magico, dalla Lapponia alla Bastiglia, dai templi druidici a quelli massonici. Sotto il sigillo dell’«egittomania», l’Europa ha raccolto molta della sua follia e della sua sapienza. «Un’iconografia fantasiosa aggiunge una nota di bizzarria a queste evocazioni dell’Egitto esteriore. Quest’ultimo si trasfigura continuamente sconfinando in regioni nuove, teologiche, scientifiche ed etnografiche ma rimane sempre un miscuglio di stranezze, paradossi, ragionamenti rigorosi e falsi poetici, corrispondenti in un certo senso agli “aromi” che Iside, secondo gli autori dell’Antichità, aveva fatto amalgamare alla cera colata nelle false immagini del morto Osiride. La leggenda del mito egizio non è soltanto la nostalgia di un paradiso perduto. È anche una logica implacabile che sfiora il delirio e un’erudizione posta al servizio del sogno».
Pubblicato per la prima volta nel 1967 e riapparso nel 1985 nella presente edizione ampliata, La ricerca di Iside, è il «terzo e ultimo pannello del polittico delle Prospettive depravate».