Alessandro Grossato – Il libro dei simboli. Metamorfosi dell’uomo tra Oriente e Occidente


Il libro dei simboli. Metamorfosi dell'uomo tra Oriente e Occidente
Alessandro Grossato, prefazione di Elemire Zolla.
Editore: Mondadori - 1999, 192 pp, illustrato.
ISBN - 978-8870491043

Questo libro dei simboli è un’opera insolita, che spazia dall’arte all’archeologia, dalla storia delle religioni della letteratura, dall’antropologia alla psicologia del profondo.
Come una storia di “cammino iniziatico”, ripercorre la storia delle immagini d’Oriente e d’Occidente attraverso le trasmutazioni del corpo umano. Permette a chi lo legge, sia esso studioso, artista o semplice curioso, di penetrare tra i fitti meandri dei simboli antropomorfi, utilizzando diverse chiavi interpretative. Mette in rilievo la straordinaria somiglianza fra i simboli espressi dai diversi popoli e culture da una capo all’altro dell’Eurasia, dimostrando, con abbondanza di esempi figurativi, come sino a poco tempo fa Asia ed Europa fossero storicamente e culturalmente unite. Sottolinea la sorprendente permanenza nella memoria sociale di talune arcaiche rappresentazioni della forma umana e delle sue metamorfosi che ancor oggi, alle soglie del terzo millennio, riaffiorano nell’arte e persino nella grafica pubblicitaria; riformula in modo suggestivo l’ipotesi d’una base sostanzialmente antropologica di tutto il simbolismo artistico e religioso che proprio nel corpo umano ha la sua vera chiave di volta.
Protagonista assoluto di quest’opera è, infatti, l’uomo che si trasforma, che cambia pelle o si maschera e si traveste, assumendo ora le delicate forme di un fiore ora le mostruose sembianze d’un satiro; che può trasmutare a un tempo in un nano o in un gigante, in un angelo o in un serpente, ma che resta sempre se stesso, anche nel tentativo supremo di trasformarsi in pura luce, che è poi, letteralmente, l’unica vera metamorfosi.
L’apparato iconografico, costituito da oltre 400 riproduzioni fotografche in massima parte a colori e alcune delle quali inedite, oltre ad essere un repertorio ricchissimo delle varie tradizioni sia orientali sia occidentali, lascia libero il lettore di poter compiere sempre nuovi percorsi, sospinto dal suggestivo gioco di continui rinvii.

Anna Giacomini – Il libro dei segni sulle pietre


Il libro dei segni sulle pietre
Anna Giacomini
Editore: Arktos - 2001, 150 pagine.
ISBN - 978-8870491043

Un inedito viaggio sulla via Francigena tra gli insediamenti templari di Francia, di Siena e le loro tracce in Maremma, toccando le postazioni militari della valle dell’ Adige a Bolzano, le prigioni di Domme, Girors e Chinon, verso le mete dei pellegrinaggi medievali: Santiago de Compostela, Vazelay e Saint Maximin la Sainte Baume. Un nuovo modo di guardare le costruzioni di pietra può essere quello che propone Anna Giacomini a coloro che cercano le tracce dimenticate di un antico sapere. Non c’è solo la struttura architettonica o le immagini dipinte e scolpiite su pievi e cattedrali ma anche i segni incisi sulle pietre medievali con l’intento di non lasciare nell’oblio la loro fede. Come Templari ed eretici che in attesa del rogo graffirono sulle pareti delle prigioni i simboli della loro conoscenza. Quasi un manuale, questo nuovo lavoro può costituire un avvio alla decriptazione di misteriosi passaggi di dottrine perseguitate, di speranze e di invocazioni. Ogni segno inciso nasconde un concetto: può iniziare così un viaggio inedito nella storia dell’uomo, alla storia dell’uomo, alla scoperta di ciò che il documento scritto ha spesso dimenticato.

Manfred Lurker – Dizionario dei simboli e delle divinità egizie


Dizionario dei simboli e delle divinità egizie
Manfred Lurker
Editore: Astrolabio/Ubaldini - 1995, 200 pagine, illustrato.
ISBN - 9788834011898

Comprendente più di 350 voci, presenta il mondo della simbologia mitologica e religiosa dell’antico Egitto. Il risultato è una chiave per accedere al ricco simbolismo di cui il mondo egizio è ricco, un tesoro di pensiero analogico per pensare in modo nuovo il mondo antico, ma anche, e soprattutto, per pensare in modo antico il mondo nuovo.

Semir Zeki – Splendori e miserie del cervello


Splendori e miserie del cervello
Semir Zeki
Editore: Codice - 2010, 250 pagine.
ISBN - 978-88-7578-165-1

I guardiani che custodiscono gelosamente il presunto confine tra cultura umanistica e cultura scientifica con ogni probabilità non apprezzeranno questo libro, convinti che le neuroscienze abbiano poco o niente a che spartire con l’arte. Splendori e miserie del cervello è la dimostrazione che hanno torto.
Semir Zeki, neurobiologo pioniere degli studi sulla percezione visuale, si trova a suo agio in entrambi questi campi del sapere: è difficile infatti trovare un libro in grado di spaziare con tale maestria e profondità dalla citoarchitettura della corteccia cerebrale alle opere di Richard Wagner, Thomas Mann o Sigmund Freud. L’analisi degli ambiti più propriamente creativi e vitali della natura umana, sostiene Zeki, può offrire inaspettate rivelazioni sui processi mentali che permettono di produrre conoscenza e di formare idee sul mondo. Un cambio di prospettiva inedito che smonterà molti preconcetti scientifici.

Luc Benoist – Segni, Simboli e Miti


Segni, Simboli e Miti
Luc Benoist
Editore: Luni, 112 pagine.
ISBN - 9788879845205

Che cos’hanno in comune la matematica, la danza, il canto, l’architettura o la mitologia? Su che cosa si fondano queste espressioni umane così antiche? In apparenza distinte e separate, sono unificate dalla loro natura simbolica. È il simbolo, dice Benoist, che permette all’umanità di esprimere il pensiero e di renderlo comprensibile a tutti. Ma dove si può rintracciare l’origine dei simboli e come spiegare la loro formazione? È una ricerca immane, che attraversa tutte le epoche e tutti i continenti, per inseguire l’essenza stessa della comunicazione umana, che è per sua natura eminentemente simbolica. Eppure, per quanto vertiginosa sia la loro storia, la loro origine è molto più immediata e vicina a noi di quanto crediamo.
Nella sua affascinante narrazione l’Autore rintraccia la nascita dei simboli nei gesti, nei segni lasciati dagli esseri umani manipolando la materia, nel loro rapportarsi all’ambiente per misurarlo, delimitarlo e farlo proprio. I simboli si formano con la nascita del linguaggio e della parola, si generano dall’atto di contare, dalle attività manuali, dall’osservazione dei fenomeni naturali. Nel ricongiungerli alla loro matrice concreta, cioè l’attività e la percezione umana, il corpo stesso, Benoist di fatto intende superare quella divisione artificiosa che si è stabilita tra il pensiero e il fare, tra le attività astratte della mente e quelle concrete del lavoro materiale. Ci ricorda che ogni grande elaborazione del pensiero nasce, nella storia, da un profondo contatto con l’esperienza, ed è proprio la fusione tra questi due che ci rende umani.
L’uomo ha elaborato nel corso dei secoli un insieme di figure che costituiscono un linguaggio universale di immagini, ove le idee più complesse hanno potuto essere rappresentate in modo sintetico e facile da comprendere. Quanto sono vivi e parlanti ancora oggi i simboli con cui l’umanità antica ha catalogato le sue esperienze? Tuttora, per veicolare un senso di potenza e superiorità usiamo il leone o l’aquila, una rosa evoca la femminilità, al verde associamo la natura, al rosso la potenza e gli istinti…
In questo saggio agile e chiaro, Benoist ci riporta in contatto con gli aspetti più umani e concreti del simbolo, perché possiamo riappropriarci di un linguaggio che è sempre stato nostro, ma che forse abbiamo dimenticato, ed è qui che Benoist ci guida, risvegliando per noi il senso dei simboli che accomunano epoche e civiltà lontanissime fra loro.   L’Autore:
Luc Benoist (1893-1980), autore di numerosi libri sull’arte e il suo simbolismo, fu conservatore dei Musei di Francia. Nel 1928 scoprì l’opera di René Guénon e questa rivelazione lo portò a un profondo mutamento intellettuale. Divenne collaboratore della rivista parigina Etudes Traditionnelles, ispirata e rinnovata da Guénon, e i suoi lavori successivi furono segnati da questo incontro. Dello stesso Autore Luni ha già pubblicato “L’esoterismo” e “Il Compagnonaggio”.

Jurgis Baltrušaitis – La ricerca di Iside, Saggio sulla leggenda di un mito


La ricerca di Iside, Saggio sulla leggenda di un mito
Jurgis Baltrušaitis
Editore: Adelphi - 1985, 250 pagine, illustrato.
ISBN - 9788845906404

Sin dai tempi di Erodoto, l’Egitto ha esercitato una singolare fascinazione sull’Occidente. In confronto agli Egiziani, i Greci si sentivano «giovani» – e nella sapienza egizia vedevano un antico e ben custodito tesoro. Da allora a oggi, si può dire che tale fascinazione non sia mai cessata, assumendo le più varie forme: l’Egitto ispira il Rinascimento ermetico e i progetti rinnovatori di Giordano Bruno così come, secoli più tardi, ispirerà la moda dei mobili Impero o i camini di Piranesi. Chiunque si accingesse a una ricerca delle origini approdava all’Egitto. E un’immensa attrazione esercitava la scrittura geroglifica, in cui molti riconoscevano una forma di comunicazione non discorsiva, superiore a quella della scrittura alfabetica, più adatta di questa a trasmettere i segreti celati sotto il velo di Iside. Il mito della dea sembra così presiedere, in tutte le epoche, alle speculazioni più ardite, compositi grovigli dove l’erudizione e la fantasticheria spesso si intrecciano inestricabilmente. Occorreva allora il maestro delle anamorfosi, degli specchi e delle aberrazioni – Jurgis Baltrušaitis – per ricostruire alcuni dei passaggi più oscuri e sorprendenti di quel sinuoso percorso che Iside ha compiuto nell’immaginazione occidentale, percorso che si iscrive a pieno diritto nella storia e nella dottrina delle «prospettive depravate». Di questo «Egitto assoluto» troveremo le tracce nei luoghi più distanti: dalle pagine del pansofo Athanasius Kircher alle scene del Flauto magico, dalla Lapponia alla Bastiglia, dai templi druidici a quelli massonici. Sotto il sigillo dell’«egittomania», l’Europa ha raccolto molta della sua follia e della sua sapienza. «Un’iconografia fantasiosa aggiunge una nota di bizzarria a queste evocazioni dell’Egitto esteriore. Quest’ultimo si trasfigura continuamente sconfinando in regioni nuove, teologiche, scientifiche ed etnografiche ma rimane sempre un miscuglio di stranezze, paradossi, ragionamenti rigorosi e falsi poetici, corrispondenti in un certo senso agli “aromi” che Iside, secondo gli autori dell’Antichità, aveva fatto amalgamare alla cera colata nelle false immagini del morto Osiride. La leggenda del mito egizio non è soltanto la nostalgia di un paradiso perduto. È anche una logica implacabile che sfiora il delirio e un’erudizione posta al servizio del sogno».
Pubblicato per la prima volta nel 1967 e riapparso nel 1985 nella presente edizione ampliata, La ricerca di Iside, è il «terzo e ultimo pannello del polittico delle Prospettive depravate».

Elemire Zolla – Che cos’è la Tradizione


Che cos'è la Tradizione
Elemire Zolla
Editore: Adelphi - 1998, 369 pagine.
ISBN - 9788845913464

Sappiamo che una delle bêtes noires del Sessantotto era la parola «autorità». Ma la parola «autorità» ha senso unicamente se connessa a «tradizione». E che cos’è la tradizione? Solo René Guénon è riuscito a restituire al termine il suo senso pieno, di conoscenza primordiale a cui dobbiamo in qualche modo ricongiungerci se vogliamo avere nozione di ciò che è. Ed è questo il punto di partenza del presente volume, che Zolla pubblicò nel 1971 quasi come gesto provocatorio verso un mondo che andava in opposta direzione. Il tempo lo ha confortato: oggi i temi del libro sono più vivi che mai (basta scorrere i titoli delle parti: Civiltà della critica, civiltà del commento; L’odio della contemplazione; La città perfetta; Che cos’è il satanismo; Che cos’è il potere), e la radicale polemica legata al momento storico ha assunto un prezioso sapore retrospettivo.

C.Roganti, S.I.Di Donato – Abitare consapevole: Feng Shui e Colorsophia.


Abitare consapevole: Feng Shui e Colorsophia
C.Roganti, S.I.Di Donato
Editore: Le due Torri - 2020, 200 pagine.
ISBN - 9788885720381

Abitare consapevole oggigiorno è di fondamentale importanza. Saper disporre e realizzare gli ambienti di vita e di lavoro in armonia con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda, ci aiuta a vivere una vita migliore e felice. Grazie a questo libro, nel quale abbiamo desiderato donare il frutto di molti anni di esperienza, potrai dare vita all’ambiente migliore per il tuo benessere ed il tuo successo: procederai in un cammino di home coaching fatto di 7 tappe che abbiamo ritenuto essere le più cospicue ed accessibili a tutti, unendo antichi e moderni saperi! Il Feng Shui segue i principi della natura, con particolare attenzione agli elementi che lo compongono (aria, acqua, terra, fuoco e metallo), l’ambiente fisico, le direzioni magnetiche e l’influenza del momento presente; la ColorSophia amplifica l’utilizzo dei principi vibrazionali legati ai colori, per scoprire il significato di ciascuno e poterlo utilizzare con consapevolezza ed efficacia, creando e potenziando al meglio gli ambienti in cui viviamo.

Maria Concetta Nicolai – Iside la Maga.


Iside la Maga
Maria Concetta Nicolai
Prefazione di Luigi Pruneti
Editore: Ianieri Edizioni - 2020, 216 pagine.
ISBN - 979-12-80022-35-6

E così sono partita dall’aria della Regina della notte, compiendo un volo temerario intorno al volto più segreto di Iside, per poi planare nella lettura teologica del De Iside et Osiride di Plutarco. Ho continuato la ricerca, percorrendo in lungo e in largo le rocambolesche Metamorfosi di Apuleio. Ma non bastava e allora mi sono inoltrata per i sentieri antiquari dei Testi delle Piramidi e del Libro dei morti. Gli incontri più ravvicinati li ho vissuti quando mi è parso di riconoscerla sotto il nigro manto di una Nduppatella, quando l’ho intravista accendere un lumino per le anime pezzentelle. E mentre già disperavo di vederla mirandam speciem, Iside ha scoperto il volto lungo le rive del Sabato, iuxta nucem dictam Ianarum.

x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x

Presentazione. Incontri con Iside di Luigi Pruneti
Premessa. Interrogativi ed apparizioni di Maria Concetta Nicolai

Capitolo primo. La regina della notte o Iside prima di Iside
I – Sopra un trono di stelle
II – L’Egitto de la Zauberflöte
III – Fenomenologia della Dea Madre Iside
IV- Sekhmeth e il poema della Vacca celeste
V – La strage di Sekhmeth la sanguinaria
VI – Il cuore della Regina della notte è un inferno di vendetta
VII – L’essenza della Regina della notte
VIII – I secreta secretorum di Amadeus

Capitolo secondo. Plutarco di Cheronea de iside et osiride
I – Da opera storica a esegesi mistica
II – Iside in Occidente
III – Le fonti e la ricerca dell’egitto antico
IV – La comune origine mitica di Sais e Atene
V – Il mito interpretato attraverso Platone
VI – La ricerca teologica
VII – Aggiunta in forma di conclusione

Capitolo terzo. Apuleio di Madaura Metamorphoseon libri XI
I – Lector intende: laetaberis
II – Il riso rituale e la metamorfosi asinina
III – La lucerna di Psiche e il peccato originale dell’anima
IV- Vita di un povero asino
V – La preghiera di Lucio-asino
VI – E finalmente Iside appare
VII – L’ellenizzazione di Iside
VIII – Il culto di Iside nell’Italia meridionale e a Roma
IX – La promessa di Iside
X – Dalla resurrezione di Osiride al Navigium Isidis
XI – La processione isiaca secondo i documenti letterari ed archeologici
XII – La rinascita di Lucio
XIII – L’Asino e Sub Rosa dicta velata
XIV – Fortuna, Provvidenza e Reformatio
XV – Fortuna e santità di un iniziato

Capitolo quarto. Iside grande di magia
I – La magia come equilibrio cosmogonico
II – La magia del nome
III – Le reliquie e il vestito del mago
IV – Amuleti e gemme magiche
V – Iside protagonista dei Papiri magici
VI – Iside nelle formule magiche funerarie
VII – La magia di Iside nelle steli iscritte
VIII – La stele di Metternich
IX – La stele di Amenmose

Capitolo quinto. Iside e le altre
I – Iside tra noi
II – Dal velo di Iside a quello delle Ntuppatedde
III – Da Iside del Corpo di Napoli a Maria Egiziaca
IV – Sotto l’acqua e sott’al vento, sotto omne malo tempo

Busca/Cascio/Swannie – Bentornato Adamo: La Cabala e il Rito di York


Bentornato Adamo: La Cabala e il Rito di York
Tiziano Busca, Mauro Cascio, Douglas Swannie (a cura di)
Editore: Tipheret/Bonanno - Acireale/Roma, 2020, 232 pagine.
With english version and text.
 ISBN: 978-88-6496-537-2

L’eden rappresenta il luogo al di sopra di ogni senso, il Logos non ancora diventato l’assolutamente altro, non ancora negato dalla materia. La caduta sarà questa perdita, e ogni cosa, in ogni essere vivente avrà un’eco che saprà di nostalgia. La nostalgia per la nostra origine. È la natura più vera della nostra coscienza. Nemmeno la sentiamo più: siamo immersi in un perpetuo rumore di fondo, quello del mondo, che non ci consente più di collegarci all’intimità della nostra dimensione più autentica. E poi c’è la Massoneria. La Massoneria che è quello strumento di conoscenza che ci consente di fare silenzio. E di venire a contatto con quella tradizione sapienziale millenaria che ci potrà riportare tra i profumi del giardino, quando tutto sospirerà all’unisono: bentornato Adamo.

[da sin: Swannie, Busca e Cascio]

I saggi collettanei raccolti in questo volume sono frutto di un lavoro all’interno del Rito di York sotto la guida del Sommo Sacerdote Tiziano Busca. In quegli anni il Rito si è distinto per numerose iniziative culturali culminate anche con un convegno presso la prestigiosa Università di Oxford. La complessità rituale trova in questo volume un approfondimento dei passaggi di grado e la loro lettura iniziatica.

Una facilitazione per la penetrazione dei significati esoterici e anche che la dimostrazione che i rituali della Massoneria e di quella del Maestro Massone dell’Arco Reale in particolare, hanno una densità cabalistica stupefacente, mai indagata abbastanza. Un viaggio di anima per cercatori di senso nella fonte originaria della Massoneria degli Ancient.

Giovanni Battista Arnone – Pythagoras. Il Samio, Il Pizio, Il Savio

Pythagoras. Il Samio, Il Pizio, Il Savio
Giovanni Battista Arnone
Luigi Pellegrini Editore, 2020, 240 pagine
ISBN - 9788868229320

Il personaggio Pitagora è al limite tra il mitico e lo storico; sicura è la sua residenza a Crotone, città ch’egli prescelse per fondare la sua Scuola, accanto a quelle autoctone medica e atletica. Ad ogni modo, tutto il mondo presocratico è dominato ed influenzato dal suo pensiero. Attorno a Pitagora, che presenta molti tratti in comune con altre figure di sapienti visionari e maghi dell’età arcaica, si forma ben presto una ricca tradizione di aneddoti, volti a sottolineare la sua statura morale, filosofica e scientifica, spesso sconfinante nel divino. La mancanza di certezza delle sue indagini e ricerche è dovuta al fatto che di Pitagora non è giunto fino a noi nessun frammento diretto di suoi scritti. Tutto è riportato e riferito da altri. Nei secoli la sua figura è stata sempre più contaminata con fatti straordinari, mitici e non veri. Molto della sua vita e del suo insegnamento è stato inventato. Stabilire e discernere la veridicità di questi fatti è cosa ardua, ma è quello che cercherò di fare. Mi sforzerò di inquadrare storicamente l’uomo, il filosofo, lo scienziato, il Maestro Pitagora.

Nicolas Laos – Transcendental Meta-Algorithmic Transhumanism: The Entelechy of the Human Being

Pubblichiamo il PDF scaricabile del lungo e interessante articolo in lingua inglese del dott. Nicolas Laos: Transcendental Meta-Algorithmic Transhumanism: The Entelechy of the Human Being.

Nicolas Laos, filosofo e politologo, è Gran Maestro della SPOUI, consultabile all’indirizzo http://www.urilluminati-spoui.com

Maria Concetta Nicolai – Thyrson Tinassein. Scuotendo il tirso, due conversazioni al femminile


Thyrson Tinassein. Scuotendo il tirso, due conversazioni al femminile
Maria Concetta Nicolai
Editore: suiDomina - Spoltore, 2020, 68 pagine.

Gli uomini lo hanno sempre saputo: l’iniziazione femminile è un fatto divino, non è soggetta a mediazioni e, pertanto, è temibile. Tanto temibile da divenire tragica per chi voglia guardarla dal di fuori, che poi significa conoscerne i lati apparenti e, in base a quelli, giudicarla con le conseguenze drammatiche che ne derivano. Noi (donne), per quanto fingiamo di dolercene, tuttavia non facciamo nulla per impedire questo equivoco maschile. Del resto l’iniziazione non si guarda e non si conosce: si vive nel “tempo dell’essere”.
Viverla, infatti, è l’unico modo per giungere alla sophrosyne. E questo, per inciso, è per dirla ai quei malevoli soloni che, da qualche secolo, vanno spargendo voci sulle presunte (da loro) ridotte capacità iniziatiche delle donne. Tuttavia qualche punto fermo da cui partire bisogna pur averlo e allora cominciamo con una domanda a cui cercheremo di dare risposta: chi sono queste erratiche estatiche ed eretiche iniziate da una divinità, che è la più divina di tutte, poiché è la Madre degli dei, di tutti gli esseri viventi e di tutte le cose che sono nel mondo? […]

Giancarlo Germanà Bozza – Il sussurro dell’Onda; la scoperta del sacro sulle vie del mare


Il sussurro dell’onda, La scoperta del sacro sulle vie del Mare
Giancarlo Germanà Bozza (con prefazione di Tiziano Busca)
Editore: Tipheret/Bonanno - Acireale/Roma, 2020, 200 pagine.
 ISBN: 978-88-6496-554-3

Un mosaico si è ricomposto e come in una trama preziosa si riannodano le mappe della conoscenza e della sapienza che si celavano sotto le polveri della storia millenaria dell’Uomo. La lettura dei personaggi, non solo in chiave misterica, come Adamo, Caino, Enoch, Matusalemme, Salomone, Hiram, Noè, Tubalcain, insieme al mito di Iside e Osiride, la formazione di una coscienza del Sacro attraverso il mito dei simboli rappresentati dall’Arca, dalla nave di Argo, dal “mare” del Tempio, ci offrono, in un susseguirsi di indagine e contestualità storica, una nuova finestra di lettura della Via Gnostica e del simbolismo massonico, e dei rituali che ad esso appartengono, saldando punti della via iniziatica tra loro apparentemente diversi. In questo lungo viaggio in mare dall’Oriente all’Occidente, i simboli ci guidano attraverso tante storie per arrivare alle origini della sacra stirpe del Graal e porre la prima pietra di un più grande edificio che sarà la tradizione iniziatica operativa del Rito di York.

Il volume è arricchito dalla prefazione di Tiziano Busca, già Sommo Sacerdote del Rito di York.

Wilma Pangher – Joseph Pangher 1893 – 1965


Joseph Pangher 1893-1965
Wilma Pangher
Editore: Giuseppe Laterza - Bari, 2020, illustrato, 540 pagine.
 ISBN: 9788866742586

Questo libro, veramente speciale, è tratto dai diari di Joseph Pangher, musicista e intellettuale istriano, costretto a fuggire dalla sua terra natale al termine del Secondo conflitto mondiale. Il profugo Joseph trovò, insieme alla propria famiglia, una seconda patria in Sardegna, dove visse felicemente fino alla morte, avvenuta nel 1965. Egli però non scordò mai la natìa Istria, la sua Istria, quella dell’infanzia e della gioventù, terra felice, benedetta da Dio, dove vivevano in pace etnie e culture diverse. Sapendo che quel mondo stava scomparendo, volle fissare i suoi ricordi e ebbe così origine il presente volume, un’opera memoriale, ma anche un saggio su una civiltà della tolleranza ormai scomparsa e una riflessione sull’uomo e suoi orizzonti, al tempo stesso angusti e infiniti.

.

Oswald Wirth – I Tarocchi


I Tarocchi
Oswald Wirth
Editore: Mediterranee - Roma, 1973, 392 pagine.
 ISBN: 9788827201329

Oswald Wirth, esoterista vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, affiliato alle principali società segrete, seppe recepire e sintetizzare il pensiero e i principi delle più importanti correnti iniziatiche, servendosene per l’interpretazione dei segreti della Grande Opera, e dedicandosi allo studio dell’Alchimia, della Cabala e dei Tarocchi. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato il suo celeberrimo I Tarocchi (1924), uno dei migliori testi sull’argomento, e il testo medico-filosofico L’imposizione delle mani.

Il volume contiene un mazzo di 22 carte – gli Arcani Maggiori – stampato a 6 colori . Il Wirth esamina e spiega tutti gli aspetti occulti ed esoterici dei Tarocchi, risalendo alle origini della loro complessa simbologia e presentandone il lato alchemico, quello astrologico, quello magico-religioso e quello esoterico moderno. Certamente, i Tarocchi possono venire usati anche come strumento divinatorio, e l’autore infatti illustra anche questo loro aspetto, chiarendo i molteplici significati di ciascun Arcano e il modo in cui farne uso, tuttavia questa non è che una faccia, forse la più popolare, di un poliedro. L’opera di Oswald Wirth dedicata ai Tarocchi è la più famosa mai pubblicata su questo argomento; ed è anche la più importante, la più seria e la più completa. Questo spiega come essa abbia mantenuto inalterata nel tempo la sua validità, nonostante che numerosi autori abbiano cercato di emularla. La si può, in realtà, definire un’opera ispirata. È noto infatti come Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, fosse un iniziato. Conscio del valore universale del simbolo, Oswald Wirth riteneva di poter ricondurre l’insegnamento delle varie scuole esoteriche ad una matrice comune, mediante l’impiego di una simbologia generalizzata, derivata direttamente dai concetti archetipici del pensiero magico. Egli, pertanto, esamina i Tarocchi come un libro muto, potenzialmente in grado di rispondere a tutte le domande. Non per nulla gli occultisti affermano che – a saper cercare – nei Tarocchi si possono trovare i segreti dell’universo, il ritmo nascosto che guida la danza della vita. Approfondendo lo studio dei Tarocchi si troveranno significati sempre nuovi e sempre, comunque, adeguati al livello iniziatico ed evolutivo di colui il quale vi si dedica.

l’Ateneo… al Polo Nord!


Oceano Artico: l’Ateneo Tradizionale Mediterraneo c’è! Il nostro Accademico, Prof. Simone Orlandini, che ha organizzato con l’Ocean Sea Foundation di cui è Presidente una spedizione scientifica nell’Artico, ci saluta così dal ghiacciaio Longyearbreen, altezza 500 metri, a circa 7 km dalla città di Longyearbyen, nelle isole Svalbard. Inoltre i nostri Accademici ci inviano delle cartoline da Pyramiden, l’insediamento abitato più a nord del mondo. Costruito dai Sovietici sull’isola Spitsbergen per dimostrare la loro potenza, è ora una incredibile città fantasma, popolata ogni tanto solo da orsi polari.

Apuleio di Madaura – Della Magia


Della Magia
Apuleio di Madaura
Editore: Sellerio - Palermo, 1999, 192 pagine.
 ISBN: 9788838908668

Apuleio, il fascino dell’uomo e l’ombra della magia

E’ prendendo spunto anche da Apuleio che Sant’Agostino attacca le frodi dei maghi, esaltate dai pagani come superiori ai miracoli di Gesù, e difende il cristianesimo che ha demistificato l’inganno di certe dottrine e arti. Del più importante scrittore del secondo secolo d. C. non possediamo molte notizie certe. Molte sono dedotte dalle sue stesse opere. Nacque intorno al 125 d. C. in Africa a Madaura (nell’attuale Algeria). Studiò a Cartagine e si trasferì ancor giovane a Roma, dove poté apprendere la retorica dal grande Frontone, come Apuleio stesso attesta nei Florida. Poi, ad Atene si formò dal punto di vista filosofico, interessandosi soprattutto al pensiero platonico. In Grecia Apuleio ebbe l’opportunità di conoscere l’arte magica e di iniziarsi ai Misteri Eleusini (Mitra, Demetra, Persefone). Ritornato in Africa, ritrovò un suo ex compagno di studi di nome Ponziano e poco più tardi ne sposò la madre Pudentilla. Alla morte improvvisa di Ponziano i parenti di Pudentilla, in primis Sicinio Emilano, fratello del primo marito, ed Erennio Rufino, suocero di Ponziano, accusarono Apuleio di essersi avvalso delle arti magiche per plagiare la donna, indurla a sposarlo e, poi, impossessarsi della sua ricca dote. Sottoposto a processo nel 158 a Sabrata, l’abile scrittore nonché avvocato riuscì a scagionarsi da ogni accusa con un’autodifesa poi trascritta nei codices col nome De magia e conosciuta come Apologia. È molto probabile che l’orazione che oggi possediamo sia l’esito di un ampliamento e di un perfezionamento formale del discorso pronunciato in tribunale di fronte al proconsole romano Claudio Massimo. L’autodifesa doveva essere ben diversa, più ridotta, se pensiamo che il retore ebbe solo tre giorni per confutare i tre capi di accusa: la pratica della magia, atteggiamenti dissoluti e cupidigia di soldi.

Scrive Apuleio:
Siccome io leggo in numerosi autori, mago è nella lingua dei Persiani quello che è da noi il sacerdote; e allora qual delitto è dopo tutto essere sacerdote, avere la conoscenza, la scienza, la pratica delle ordinanze rituali, dei precetti della religione, delle regole del culto? Questa è almeno la definizione che Platone dà della magia quando ricorda con quali discipline i Persiani educhino al regno il giovane principe. Sfoggiando cultura, citando grandi autori e filosofi del passato, Apuleio sbeffeggia l’ignoranza degli accusatori, mostrando come quella che è additata come magia non sia altro che curiosità, cultura, passione per la conoscenza. Ad un certo punto, però, per dimostrare in maniera inconfutabile la propria innocenza e smascherare l’ipocrisia altrui Apuleio propone l’apertura del testamento di Pudentilla cosicché sia evidente che lui non guadagnerebbe pressoché nulla dalla morte della moglie e dalla conseguente eredità:
Dammi il testamento fatto dalla madre in favore del figlio […]. Massimo, fa’ rompere i sigilli, troverai che il figlio è istituito erede; a me è lasciata non so che piccola cosa, per semplice convenienza, acciocché, se le fosse toccato qualche male, non mi mancasse il titolo di marito nel testamento della moglie. (Apologia 100).

Assolto dal processo, Apuleio godette di grande fama presso i contemporanei. Morì probabilmente verso il 170 d. C., anno nel quale si persero sue notizie. Tuttavia, la sua notorietà non si spense. Grande avvocato, conferenziere di successo, filosofo neoplatonico (autore del De Platone et eius dogmate e del De deo Socratis), conservò attorno a sé il fascino del mago. Quasi certamente il capolavoro di Apuleio, il Metamorphoseon libri XI, venne scritto dopo il processo, perché altrimenti lo scrittore avrebbe potuto discolparsi dalle accuse: l’opera è, infatti, incentrata sulle disavventure che capitano al protagonista per l’eccessivo interesse mostrato nei confronti della magia nera. Apuleio era davvero un mago? Nell’Apologia lo scrittore depreca la magia nera, quella che, del resto, nel Metamorhoseon libri XI porterà il protagonista a trasformarsi in asino e a subire mille vicissitudini. Invece, apprezza quella bianca, finalizzata al bene, «arte accetta agli dèi immortali», «pia e consapevole delle cose sacre» («pia et divini sciens»), intesa quasi come una possibilità di mettersi in comunicazione con le divinità, anche con quelle intermedie (i demoni di cui Apuleio scrive nel De deo Socratis):
per un pregiudizio degli ignoranti […] quelli che indagano attentamente la provvidenza dell’universo e onorano grandemente gli déi sono volgarmente chiamati maghi, quasi sappiano fare accadere le cose che invece sanno che accadono, come furono una volta Epimenide, Orfeo e Pitagora. In seguito furono sospettati di magia le «Purificazioni» di Empedocle, il «demone» di Socrate e il «Bene» di Platone. Insomma, nel De apologia Apuleio confuta l’accusa di essere un praticante della magia nera e, nel contempo, esalta l’antico concetto di mago come cultore della scienza teologica. Probabilmente, nei suoi viaggi in Grecia Apuleio fu incuriosito e affascinato dalla magia, ma venne salvato dai culti misterici di Iside.

Nei secoli successivi si diffuse, però, la fama di Apuleio mago piuttosto che quella di convertito ai Misteri di Iside. Sant’Agostino, che conferì il titolo di Asinus aureus al Metamorphoseon libri XI, scrive nel 411 (o 412) nell’epistola 138 rispondendo all’epistola 136 di Marcellino:
Chi non stimerebbe ridicolo il fatto che si cerca di paragonare o anche di preferire a Cristo un Apollonio e un Apuleio e altri versatissimi nelle arti magiche, per quanto sia più tollerabile quando lo mettono a confronto con questi personaggi che non con i loro dèi? Apollonio valeva molto di più, bisogna confessarlo, del protettore ed autore di tanti stupri che si chiama Giove. Sant’Agostino attacca le frodi dei maghi, esaltate dai pagani come superiori ai miracoli di Gesù, e difende il cristianesimo che ha demistificato l’inganno di certe dottrine e arti:
La dottrina cristiana è chiamata nemica dello Stato perché ha smascherato e svelato a tutto il mondo la perversità e la falsità di questi demoni, per mezzo dei quali anche le arti magiche ingannano le menti degli uomini, perché ha distinto gli angeli santi dalla malignità dei demoni, perché ha ammonito di guardarsene e insegnato il modo come farlo? Sant’Agostino affronta poi la figura di Apuleio dando per assodato che fosse un mago (fama che era ormai nel tempo divenuta acclarata per quello scrittore):
Quanto poi ad Apuleio, per parlare soprattutto di lui, che essendo africano è più noto a noi Africani, con tutte le sue arti magiche non poté pervenire non dico ad essere imperatore, ma neppure un alto funzionario nei tribunali dello Stato, benché nato da nobile famiglia della sua patria, educato in modo liberale e dotato di grande eloquenza. Si dirà forse che in qualità di filosofo disprezzò di sua volontà questi onori? Oh, no! […] Quel mago dunque fu ciò che poté essere per ottenere la felicità terrena; risulta chiaro quindi che egli non fu più grande, non perché non lo volle, ma perché non poté esserlo. Del resto si difese con somma eloquenza anche contro alcuni che gli avevano mosso l’accusa di praticare le arti magiche. Mi meraviglio quindi che i suoi elogiatori, che lo esaltano per aver operato con quelle arti non so quali miracoli, tentino poi di essere testimoni contro la sua difesa. Sant’Agostino termina la lettera sostenendo che i maghi non sono in alcun modo paragonabili ai profeti, uomini di Dio («di gran lunga superiori per la celebrità dei grandi miracoli»), e ancor più a «Cristo del quale i Profeti […] preannunziarono la venuta».

Cabbalà e Alchimia, Saggio sugli archetipi comuni


Cabbalà e Alchimia
Arturo Schwarz
Editore: Giuntina - Firenze, 1999, 180 pagine.
 ISBN: 88-8057-090-0

Un equivoco lungamente perpetuatosi ha portato a credere che l’alchimia non sia altro che un metodo per trasformare i metalli vili in oro. Ma in realtà l’alchimia occidentale, quella orientale e quella cabbalistica possono tutte essere definite una fisica mistica del risveglio alla dimensione spirituale dell’individuo. La Cabbalà e l’alchimia erano entrambe strumenti di una forma iniziatica di conoscenza che cercava di illuminare la via per una sapienza trascendente. Il vero processo alchemico è lungo e complesso, quanto il percorso dell’autocoscienza – la longissima via per l’individuazione – che allegoricamente rispecchia, perché la trasmutazione dell’oro vile nell’oro filosofale è una metafora del processo psicologico che porta alla liberazione dell’uomo dalle contraddizioni fondamentali della vita. La Cabbalà e l’alchimia esaltano l’amore e la consapevolezza e non la mortificazione e l’ignoranza; la vita e la gioia e non la morte e la sofferenza; la persona autonoma e non il leader.

Azoth


Azoth
Basilio Valentino - 1613
Editore: Edizioni Mediterranee - Roma, 128 pagine.
 ISBN: 9788827209639

Azoth ovvero L’Occulta Opera aurea dei filosofi esce nel 1613, contemporaneamente in tedesco e in latino, presso l’editore Johann Bringern di Francoforte. L’edizione tedesca viene attribuita dallo stesso editore ad un “diligente amatore della materia”, quella latina appare come l’opera di certo Basilius Vicentinus, tradotta da Georgius Beatus. La prima attribuzione dell’Azoth a Basilio Valentino è rintracciabile nella traduzione francese di David Laigneau pubblicata nel 1624 a Parigi. Basilio Valentino, il cui nome allegorico ben si presta ad essere ricordato come “potenza dell’alchimia”, divine e rimane ben presto leggenda o verità pseudonima di un monaco benedettino di Erfurt del XV secolo. Nel testo che presentiamo, tradotto dall’edizione latina riproposta nelle collezioni tradizionali come il Theatrum chemicum o Bibliotecha Chemica Curiosa, egli si disvela di fatto come coerente convergenza di un’alchimia ormai corredata dalla pratica paracelsica e di un’ideologia rosacruciana con le sue note asprezze riformiste e antiromane. Il trattato è diviso in due parti. La prima, in forma di dialogo, sposa le tesi di un abbandono al fervore sapienziale, esortando ad un’esercitazione riflessiva che partendo dal “Libro della Natura”, contrappunti con ragionata modestia il desiderio al compimento della fede. In tal modo l’iniziando è esortato ad integrare la propria devozione con l’esercizio di una pia procedura che miri all’invenimento alchemico: la rielaborazione operante dello stato di grazia primigenio, condotta rammentando costantemente la vicenda salvifica di Cristo archetipo alchemico per eccellenza. La seconda parte, pratico-operativa, usualmente corredata da quindici illustrazioni, qui riproposte, offre al lettore una teoria di testi ermetici tradizionali pronti ad ingaggiare con chi legge una vera e propria sfida immaginale. Una serie di “quesiti” non ricercanti spiegazioni se non nel loro intimo accento e nella meditata filologia di ciascun lettore. Com’è noto d’altronde l’enigma, la decostruzione del proprio orgoglio razionale, sono sempre il tacito sfondo di un testo alchemico. Il quesito irresolvibile può infatti far riverberare, per Grazia, nel nostro indurito flusso di coscienza, quell’Azoth “proteico e camaleontico” con cui cripticamente si ripropone il coraggio della semplicità devozionale nascosto, ma non umiliato dalla lussureggiante foresta metaforica del dettato alchemico.

Basilio Valentino, figura emblematica del XVI secolo tedesco, per tradizione viene considerato uno dei più grandi alchimisti della storia. Le poche notizie che lo riguardano provengono esclusivamente dalle sue stesse opere, ove si accenna ad un pellegrinaggio fatto a San Giacomo di Compostela ed a viaggi in Belgio ed in Inghilterra. Vi è indicata la sua origine nella zona renana tedesca, nonché l’appartenenza all’ordine di San Benedetto, confraternita di San Pietro di Erfurt, dove sarebbe vissuto tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Secondo quanto riferito da J.J. Manget nell’opera Bibliotheca Chemica Curiosa del 1702, i trattati a lui attribuiti sarebbero venuti fuori dalla breccia aperta da un fulmine in una colonna della chiesa di Erfurt. Nel libro The last will and testament of B., edito a Londra nel 1671, sul frontespizio è raccontato che egli giace sotto una tavola di marmo dietro l’altare maggiore della Cattedrale di Erfurt.